MotoGP, Jerez: Lorenzo fa sognare Ducati


Rossi non c’è, la Yamaha nemmeno. Non in questa gara. La Honda invece sì che spinge forte, ritrovando un Pedrosa vincente e fortissimo. Tanto che pure Marquez s’accontenta di far secondo su un podio che parla, guardacaso, tutto spagnolo…

Lorenzo quindi ha capito la Ducati? Oppure la Ducati si sta adattando a Lorenzo? Non è chiarissimo, ma di certo il terzo posto di Jorge a Jerez non è solo il primo ottimo podio in rosso del maiorchino… E’ il segnale forte che, alla quarta gara del 2017, le cose nel box di Borgo Panigale stanno cambiando velocemente. Basti vedere i +8″ e moneta di gap con Dovizioso, 5°, per capire che una direzione diversa è stata chiaramente presa. Poi certo la gara di casa avrà pur spinto Jorge, ma intanto eccolo il primo risultato importante. Un centro che vale una piccola vittoria, di quelli che sbloccano le crisi… Con quel gusto extra di baciare la Rossa al parco chiuso, guardando un Rossi lontano e in difficoltà. Dunque “avversari occhio“, che magari il mondiale no, non ancora, ma il 99 non sarà più tanto spesso spettatore da retrovie!

Il dramma Yamaha, invece, prima che dal podio Honda – epico il risveglio di un Pedrosa che quando vince lo fa da fenomeno – arriva dalla M1 di uno Zarco che, ragazzi, “che Zarco“!!! Nel senso più esclamativo ed eccezionale del termine. Un garone per il prodigio di casa Tech3, che chiude 4° e fa imbarazzare il team blu ufficiale. Vinales, 6°, prende da Zarco +7″, Rossi, 10°, addirittura +21″. Una disfatta strana quanto rara. Un mezzo k.o. da cui riprendersi alla svelta scoprendo bene “il perché”…

Soprattutto perché tra Maverick e Valentino si infilano facile Petrucci, Folger e Aleix Espargaro. Ovvero Ducati, Yamaha e Aprilia. E sarebbe potuto andare anche peggio se Iannone e Crutchlow, ad esempio, non fossero caduti… Ed eccoci così, di nuovo, ad una classifica mondiale cortissima, dove Rossi è leader con 62 punti, braccato da Vinales con 60 e Marquez a 58. Quanto basta per far salire la tensione agonistica alle stelle, tipo Miller e Bautista oggi nella ghiaia e nel box, per intenderci. Occhio dunque a dare giudizi affrettati sull’evoluzione di questa MotoGP davvero spettacolare e imprevedibile…


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