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Alla Ferrari piace vincere facile PDF Stampa E-mail
Pit Lane
Scritto da Alessandro Cecchi   
Martedì 12 Luglio 2011 00:06

alonso-ferrari-silverstone2011
SILVERSTONE (Inghilterra), 10 luglio 2011. Il circuito britannico di Silverstone ha consegnato alla Ferrari di Fernando Alonso la prima vittoria dell’anno in F1. Ma come si può definire il successo della Ferrari al Gran Premio di Gran Bretagna: semplice caso o rinascita della Rossa?

Il primo a lodare il successo inglese è il presidente Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo:“Finalmente! – dichiara entusiasta – Sentire suonare l’inno d’Italia a Silverstone, proprio dove vincemmo la nostra prima gara in Formula 1 mi ha commosso in maniera particolare. Questa è la Ferrari, una squadra che combatte sempre e non si arrende mai, ai vertici da sessant’anni. Voglio ringraziare Domenicali e tutta la squadra. Fernando è stato bravissimo, facendo una gara straordinaria e anche Felipe è stato bravo, combattendo fino all’ultimo.”

La bastonata che ha subito a Barcellona con un giro di distacco è ormai un ricordo? A corto di carico aerodinamico, per la Ferrari il scarichi-soffiaticircuito di Silverstone doveva essere la pista più difficile. Per cui alla Renault, e quindi alla Red Bull, è stata prima vietata, poi reintrodotta, la configurazione degli scarichi "soffiati" vista a Valencia, che consentono di utilizzare loro gas di scarico, in fase di frenata e rilascio dell'acceleratore, come elemento aerodinamico per stabilizzare la vettura.

Decisamente una brutta figura mondiale per la FIA, che a fine gara ha nuovamente reso legale la soluzione della "Lattina". Il tutto dopo un tira e molla che ha penalizzato, quanto stizzito, la McLaren. Dove la stessa Federazione ha lasciato la "patata bollente" nella mano dei team manager, che si sono dovuti accordare "in corsa", pochi minuti prima dell'avvio del GP di Silverstone. Una gara dove poi casualmente è arrivata proprio la vittoria per la Ferrari!

Un jolly pescato dal team di Maranello tra luci e ombre tecniche, guarda caso nel giorno e nel luogo della celebrazione dei 60 anni della prima vittoria in F1. Certo, l’errore dei meccanici al secondo pit stop di Vettel è stato tanto grave quanto imprevedibile, sicuramente decisivo per lasciare la gara a favore di Alonso. Ma il dubbio di un grosso favore della FIA (gestita guarda caso da Jean Todt ndr) alla Ferrari rimane. Soprattutto visto il nervosismo dei team Red Bull e McLaren, che per tutto il weekend inglese hanno commesso errori pesanti. Se non altro la Federazione ha comunque generato una situazione anomale, creando un condizionamento e una destabilizzazione dei valori in campo. Con l'obiettivo non dichiarato di impedire alla Red Bull di ammazzare il campionato prima del tempo.

Dalla prossima gara si tornerà dunque al solo limite della mappatura, che dovrà essere identica per qualifica e gara, mentre tutto regolare sotto il profilo degli scarichi soffiati, liberi al 100%. Sistema che a detta dei costruttori poteva, se limitato al 20%, generare grossi problemi di affidabilità. (Infatti Hamilton in gara ha rischiato di non arrivare al traguardo per un problema di consumo "anomalo" del carburante.) Situazione che dovrebbe, sulla carta, consentire alle super Red Bull di tornare fisse al comando (se con i limiti hanno fatto doppietta sul podio, senza probabilmente continueranno una fuga devastante), seguite dalle McLaren. C'è chi però scommette che la Ferrari sia davvero progredita, grazie a nuove sospensioni e profili alari, e possa davvero impensierire stabilmente le avversarie fino a fine mondiale. Il dubbio che però in F1 nulla succeda per caso resta molto forte.

La vittoria di Silverstone della Ferrari fa il paio con un'altra incredibile coincidenza, quando nel 1966 al Rally di Montecarlo i piloti Timo Makinen, Rauno Aaltonen e Paddy Hopkirk, alla guida della loro Mini Cooper S, ottennero un risultato sensazionale piazzandosi - guarda caso - al primo, secondo e terzo posto. Un trionfo prima di un'amara delusione. Infatti il trio fu squalificato dopo che i commissari di gara decretarono l'irregolarità dei fari!?! Vinse, per così dire, un auto francese la  Citroen DS 21 che però incredibilmente montava gli stessi gruppi ottici delle Mini. Il bello che anche in quella occasione cadeva il decimo anniversario delle vittorie delle DS al Rally di Montecarlo. Un caso davvero strano, che però ci ricorda un concetto importante: gli sport motoristici vivono per dar prestigio ai marchi. E il prestigio si conquista ed arricchisce solo con trionfi memorabili, che restano scritti nella storia, mentre le polemiche e i dubbi vengono persi nel tempo.

Ora vedremo cosa accadrà al Gran Premio di Germania di F1. Qualcuno sa se c'è qualche ricorrenza particolare? No perché nel caso, si potrebbero fare scommesse interessanti. Tipo che, restando nel campo dell'azzardo e del pronostico fantasmagorico, dopo il disastro McLaren di Silverstone un eventuale "riscossa" sulla pista tedesca, importante ai fini commerciali, potrebbe non essere una semplice coincidenza.


 
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5 Kubica REN  10 
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